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Fondazione “Cappellania Avano”

Tratto da “La voce del Popolo” n° 45 del 28 novembre 2013, a cura di Edmondo Bertussi

Una fondazione per la “cappellania”

Ad Avano una storia di eredità, di fede e di radici profonde che non “gelano” nonostante il passare dei secoli: la storia della “Cappellania Bontacchio S. Gaetano”.
di Edmondo Bertussi.

Comincia a operare a Pezzaze una nuova fondazione che garantisce il futuro a una storia secolare e unica di solidarietà aggrappata alle proprie radici di vita e di fede: la “Cappellania Bontacchio S. Gaetano di Avano”. Le origini sono in un testamento manoscritto il 25 marzo del 1750, documentato nel 2° volume della storia di Pezzaze: in quel giorno nel nome di “Gesù Cristo e della gloriosa sempre Vergine Immacolata” Giovanni Bontacchio Zanoncino dispone che i suoi beni “stabili e mobili, crediti e azioni presenti e futuri (…) fatto salvo l’usufrutto di sua moglie”, tocchino a “gli uomini cioè tutti li capi famiglia di Avano e che sono e sempre saranno eredi universali di tutti i suoi beni (…)”.
Il motivo è dichiarato: la consapevolezza di “quanto sia bene aver un confessore vicino e pronto in ogni occorrenza e perché la contrada di Avano è lontana e senza un prete confessore. (…)”.

Detta insieme precise disposizioni a beneficio di singoli e istituzioni per adempimenti dopo la sua morte ( 9 marzo 1756) come le 500 Messe di suffragio affidate a “Donna Cattarina mia moglie” usufruttuaria di tutti i suoi beni “stando però e vivendo casta ed onesta in vita vedovile”.
Nomina tre “Comissari tuttori” delle sue volontà: il rettore di S.Apollonio (di fatto il parroco di Pezzaze), e altri due “originari” di Avano. Esattamente come il consiglio di amministrazione riproposto nell’atto costitutivo della attuale Fondazione redatto dal notaio Antonella Rebuffoni che da solo è una “storia” con riprodotti l’essenziale e le finalità del testamento. Lo compongono due discendenti degli “antichi originari”, il presidente Quirino Bontacchio e Albino Maffina, consigliere con il parroco don Giancarlo Pasotti. Avano si incontra salendo sulla provinciale da Pezzaze, verso il colle di S. Zeno: un grumo di case raccolte attorno alla chiesa di S. Gaetano, abitate da una decina di famiglie.
Ora è silenzioso e deserto di giorno, ma nei secoli fu importante e famosa “vicinia: aveva la sua “università” beneficiata dal lascito dello Zanoncino, scuola frequentata da paesi e valli vicine dove si imparava a leggere, scrivere far di conto, poi diventata “caseificio turnario” a disposizione di tutti, ancora oggi imponente edificio nel cortile con la sua scritta “1790”; lì si rifugiò nel 1849 il “primo deputato” Angelo Maffina, il curato di Serle Pietro Boifava, dopo le X Giornate. Sul registro della chiesa lasciò un ricordo: “Qui celebrò la S. Messa… mentre cercava scampo nella Svizzera”. Ora il patrimonio della Cappellania (anche il censimento è stato laborioso e costoso), è in atto per 898mila euro: vetusto e bisognoso di investimenti la sua cura è tra gli scopi della Fondazione, compresa la chiesa di S. Gaetano amata dallo Zanoncino, l’assistenza a giovani e anziani bisognosi ecc. Racconta Quirino Bontacchio che ci è voluta tanta costanza e “coraggio” per condurre in porto l’operazione supportati volontariamente dal commercialista in Brescia Alberto Papa con Fabio Bontacchio e lo storico Lionello Anelli