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Devozione delle Tre Ave Maria

Dice Gesù (Mt 16,26): “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde l’ani­ma sua?”. L’affare perciò più importante di questa vita è la salvezza eterna. Volete salvar­vi? Siate devoti della Vergine Santissima, Me­diatrice di tutte le grazie, recitando ogni giorno Tre Ave Maria.

 

Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dal Maligno in vita e nell’ora della morte

per il Potere che ti ha concesso l’Eterno Padre
Ave, Maria…

per la Sapienza che ti ha concesso il divin Figlio.
Ave, Maria…

per l’Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo.
Ave Maria…

Per la tua pura e Immacolata Concezione, o Maria, fa puro il corpo e salva l’anima mia.

 

La santa Matilde di Hackeborn, una monaca benedettina vissuta tra il 1240 e il 1298, riflettendo sul giorno della sua morte, chiedeva in preghiera alla Madonna di poterla assistere in quell’ultimo estremo e solenne momento della sua vita terrena. Maria, che già in precedenza si era manifestata alla santa, acconsentì, a condizione che lei le recitasse quotidianamente tre Ave Maria, glorificando la Trinità, nel seguente ordine:

  • La prima Ave sia per onorare Iddio Padre che, per magnificenza della sua onnipotenza, esaltò con tanto onore l’anima mia, così che io sono, dopo di lui, onnipotente i cielo e in terra.
  • La seconda sia per onorare il Figlio di Dio che, nella grandezza della sua inscrutabile sapienza, mi adornò e riempì di tali doni di scienza e intelletto che io godo di una visione della Beatissima Trinità maggiore di quella di tutti i santi e mi ha circonfuso di tanto splendore che io illumino, come sole raggiante, tutto il cielo.
  • La terza sia per onorare lo Spirito Santo che ha infuso in me la pienezza della soavità del suo amore, e mi fece così buona e benigna che, dopo Dio, io sono la più dolce e mite.

Qualora Matilde avesse rispettato questi dettami, la Vergine le promise che “Nell’ora della morte io ti sarò presente, confortandoti e allontanando da te ogni forza diabolica. Ti infonderò lume di fede e cognizione, affinché la tua fede non sia tentata per ignoranza o errore. Ti assisterò nell’ora del tuo trapasso, infondendo nell’anima tua la soavità del divino amore, affinché tanto prevalga in te, ogni pena e amarezza di morte si tramuti, per l’amore, in cosa soavissima”.

La promessa effettuata dalla Vergine Maria è una promessa che vale per tutti, basta che non sia recitata con malizia o con la volontà di continuare a peccare nel futuro.

Da circa un secolo a questa parte, questa pratica ha avuto una grande e rapida diffusione, anche grazie ad un frate cappuccino francese, padre Giovanni Battista di Blois, coadiuvato dai mis­sionari.Egli iniziò a parlarne al congresso mariano di Lione nel 1900; tre anni dopo a quello di Friburgo e nel 1906 a quello di Einsiedeln. Tale diffusione fece sì che venne fondata una “Pia Unione della Pratica delle Tre Ave” e una rivista intitolata “Le propagateur des Trois Ave Marie” dove venivano raccolte alcune delle storie che accadevano grazie a questa promessa. In breve, dalla Francia tale devozione si diffuse in Italia, Spagna, Belgio, Germania, Svizzera e Canada.

Anche grazie alla sua diffusione e ai meriti di questa pratica, padre Giovanni Battista ricevette il plauso e la benedizione dell’allora pontefice papa Leone XIII, con il consiglio di recitare tale preghiera al termine di ogni messa. Tale rito terminò nel 1965 con il Concilio Vaticano II. Durante la persecuzione religiosa in Messi­co il papa Pio X disse ad un gruppo di messi­cani venuti ad ascoltarlo in un’udienza: “La devozione delle Tre Ave Maria salverà il Messico”. Inoltre, il pontefice Papa Benedetto XV pubblicò una lettera apostolica su “La pia opera della propagazione delle Tre Ave Maria”. Anche i pontefici Papa Giovanni XXIII e Papa Paolo VI impartirono speciali benedizioni a quanti ne propagavano il culto